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La nuova provincia di Cagliari, costituita da 71 comuni, ha una popolazione complessiva di 543.310 unità, distribuita su un territorio di quasi 4.570 chilometri quadrati; la distribuzione territoriale della popolazione si mostra particolarmente concentrata nell’area urbana di Cagliari, con più del 50% di tutta la popolazione provinciale e il 17% di quella regionale.
Il territorio della Provincia di Cagliari si caratterizza per la notevole ricchezza del patrimonio ambientale, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo: sono infatti presenti numerose aree tutelate, tra cui: 26 aree SIC, 3 Zone di Protezione Speciale: stagno di Molentargius, stagno di Cagliari e foresta di Monte Arcosu, l’Area Marina Protetta Capo Carbonara, un monumento naturale, tre parchi naturali Regionali.
Le aree di interesse ambientale più significative sono:
Il sistema produttivo della nuova provincia di Cagliari, fonda la propria economia principalmente sul settore dei servizi; in particolare è il commercio uno dei settori trainanti, cosi come il terziario avanzato.
Il settore delle costruzioni e delle attività connesse (attività immobiliari) è particolarmente rilevante.
Il settore manifatturiero, soprattutto le industrie alimentari e quelle manifatturiere, hanno, ugualmente, una importanza considerevole nell’economia della provincia.
Il settore agricolo ha anch’esso particolare rilevanza, soprattutto se si tiene in considerazione che nella nuova provincia risiedono circa il 20% di tutte le imprese agricole dell’intera regione, nonostante la superficie agricola utilizzata sia inferiore ad altre province. Il sistema agricolo ed agroindustriale è importante nell’ambito della provincia di Cagliari per la sua rilevanza economica, oltre che per la sua funzione sociale e di presidio del territorio. Molte delle attività agricole sono caratterizzate da una stretta interconnessione con le attività di trasformazione agro-industriale (industrie alimentari), come avviene nel caso dei prodotti lattiero-caseari, della carne, del vino e dell’olio, dei prodotti ortofrutticoli, dei prodotti da forno.
Il settore dell’industria si presenta come un comparto complesso perché vi confluiscono differenti tipologie produttive, dall’industria petrolchimica del polo di Sarroch, alle industrie manifatturiere di tipo artigianale o innovativo. Il comparto industriale, nella nuova definizione provinciale, rappresenta circa il 18% del valore aggiunto totale, con il 22% degli occupati. I sotto-settori economici prevalenti, all’interno del comparto dell’Industria, sono quelli relativi alla manifattura (circa il 50% degli occupati) e alle costruzioni (41%), percentuali molto inferiori si rilevano nei settori dell’estrazione di minerali e nel settore energetico. Il comparto artigiano tipico tradizionale (ceramiche, tessile, legno, metalli etc) è caratterizzato da aziende di dimensione piccola o piccolissima (spesso a conduzione familiare) con conseguente limitatezza dei volumi di produzione e quindi di un mercato di sbocco che vada oltre quello strettamente locale.
Il turismo rappresenta un settore importante e fortemente differenziato al suo interno: la principale capacità attrattiva è localizzata nelle aree costiere, che però sono caratterizzate da una intensa stagionalizzazione dei flussi turistici (che si concentrano nei mesi tra maggio e settembre), e da una scarsa integrazione con le risorse presenti nelle aree interne. Il sistema turistico provinciale, contraddistinto da consolidate identità turistiche legate principalmente al turismo d’affari nel capoluogo e al turismo balneare nelle zone costiere, concentra circa il 30% delle strutture ricettive classificate della Regione ed oltre il 20% della capacità. La capacità ricettiva è prevalentemente associata al comparto alberghiero (per circa il 60%) e quasi esclusivamente concentrata lungo i comuni costieri e parzialmente costieri della provincia (98% dei posti letto complessivi). Il comparto alberghiero è prevalentemente posizionato su strutture a 4 stelle (il 46% della capacità ricettiva in ambito provinciale rispetto al 33% della media regionale). Invece le strutture alberghiere classificate a 5 stelle offrono solo il 3% dei posti letti disponibili e quelle 3 stelle coprono il 21%. La capacità ricettiva di alcune tipologie di strutture complementari risulta distribuita sull’intero territorio provinciale: nelle aree interne si concentra circa il 40% dei posti letto offerti dai Bed & Breakfast e il 35% di posti letto in agriturismo. Sul fronte della domanda circa il 90% delle presenze turistiche risulta concentrato nei comuni costieri e parzialmente costieri della Provincia. Il turismo è fortemente correlato alla disponibilità di servizi, che costituiscono uno dei punti deboli del sistema dell’offerta turistica. La strategia per un rilancio del turismo passa per l’integrazione con il settore dell’agroalimentare, per una valorizzazione a fini turistici del patrimonio culturale e ambientale che consenta una destagionalizzazione dei flussi e per una sistematizzazione delle forme di ospitalità alternative.