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La Provincia di Catania

provincia regionale di cataniaCon circa 1.067.000 abitanti, Catania è la nona fra le province italiane con maggiore consistenza demografica assorbendo l'1,80% della popolazione nazionale.
La densità abitativa della provincia è piuttosto elevata, 301,8 abitanti per kmq, a fronte dei 194 ab. per kmq dell'intero Paese (18° valore più alto).
E' utile, per questo, partire da una descrizione della  Provincia  e delle sue  articolazioni territoriali:

Il COMUNE  DI CATANIA
è densamente popolato solo nella sua parte settentrionale, la parte sud del comune di Catania è solo zona industriale, aeroportuale e commerciale. Catania si è invece sviluppata in maniera molto consistente oltre i confini del comune a NORD e a OVEST.

Il 40% circa dei Catanesi vive in comuni dell'hinterland, totalmente inglobati nella città che con il tempo e con l'espansione urbana hanno acquisito il ruolo di "quartieri residenziali della città". Attorno a quello che abbiamo definito "agglomerato urbano omogeneo" si vanno poi a considerare una serie di comuni più o meno legati con la città; detti comuni formano la cosiddetta "area metropolitana", da non confondere con la "CITTA' METROPOLITANA" che, come detto, invece è il termine usato per definire l'agglomerato urbano omogeneo.

Questi i 27 comuni dell'AREA METROPOLITANA catanese:

Aci Bonaccorsi, Aci Castello, Aci Catena, Aci Sant'Antonio, Acireale, Belpasso, Camporotondo Etneo, Catania, Gravina di Catania, Mascalcia, Misterbianco, Motta Sant'Anastasia, Nicolosi, Paternò, Pedara, Ragalna, San Giovanni La Punta, San Gregorio, San Pietro Clarenza, Santa Maria di Licodia, Santa Venerina, Trecastagni, Tremestieri Etneo, Valverde, Viagrande, Zafferana Etnea.

Per quanto riguarda i rimanenti comuni della provincia di Catania, sono state individuate altre due aree "di influenza":

AREA CALATINA

L'area del comprensorio Calatino, collocata nel versante sud orientale della provincia di Catania, comprende 15 comuni:

Caltagirone, Castel di Judica, Grammichele, Licodia Eubea, Mazzarrone, Militello Val di Catania, Mineo, Mirabella Imbaccari, Palagonia, Raddusa, Ramacca, San Cono, San  Michele di Ganzaria, Scordia, Vizzini.
Questi comuni, complessivamente, si estendono su un'area che corrisponde quasi alla metà dell'intera provincia;

AREA PEDEMONTANA-JONICA

L'area del comprensorio PEDEMONTANA-JONICA, collocata nel versante nord occidentale della provincia di Catania, comprende 15 comuni:

Adrano, Biancavilla, Bronte, Calatabiano, Castiglione di Sicilia, Giarre, Linguaglossa, Maletto, Maniace, Mascali, Milo, Piedimonte Etneo, Randazzo, Riposto, Sant'Alfio.

Fonte: - Analisi Generale del contesto Socio economico della Provincia di Catania - quadro di riferimento

La popolazione presenta una struttura molto giovane con gli individui di età inferiore ai 14 anni che rappresentano il 17,5% della popolazione totale, mentre gli anziani assorbono una quota di appena il 16,1%, tra le più basse della penisola (98° posto). L'indice di vecchiaia presenta un valore molto basso (92,2) ed il saldo demografico, a differenza di molte altre realtà meridionali, è positivo (+4.576 unità).
Così come per altre realtà siciliane, modesta è la presenza di stranieri rapportati alla popolazione residente: a Catania sono presenti circa 1.136 stranieri ogni 100.000 abitanti (per l' 87,5% extracomunitari con regolare permesso di soggiorno), valore inferiore al dato siciliano e poco più di un quarto del dato nazionale.

LO SCENARIO SOCIO-ECONOMICO

In provincia di Catania, nel 2004, hanno la loro sede legale all'incirca 84.965 imprese che, se in termini assoluti pongono la provincia all'12-esimo posto in Italia e al 1° in Sicilia, da un punto di vista relativo non sembrano lasciare molto spazio alla nascita di nuove iniziative come dimostra il livello della densità imprenditoriale (7,93 imprese ogni 100 abitanti, 79-esimo posto a livello nazionale).
La distribuzione settoriale del tessuto produttivo, se si eccettua la forte penetrazione del commercio (36,5%, sesto posto in Italia) e la modesta quota di alberghi e pubblici esercizi (2,5%, ultimo valore in Italia), riflette abbastanza fedelmente il quadro nazionale. La crescita media annua del tessuto imprenditoriale nell'ultimo anno è stata pari al 2,63 (23-esima migliore prestazione italiana) spinta soprattutto da un tasso di mortalità decisamente tra i meno elevati del Paese (4,68, 96-esimo valore tra le province) e da una natalità non elevatissima (7,31 a fronte del 7,9 dell'Italia).
Anche se non si raggiungono i livelli osservati in altri contesti siciliani, molto rilevante è la quota di ditte individuali (78,3%) e quella delle piccolissime imprese (meno di tre addetti) che, con un'incidenza dell'84,1%, colloca Catania al decimo posto. La componente degli artigiani (22,7%) è inferiore al valore medio nazionale (28,5%), ma superiore al dato del Mezzogiorno (21,9%). Ad oggi risultano 376 gli esercizi turistici complessivi e collocano la provincia al 61-esimo posto della relativa graduatoria nazionale.

graficoIn un mercato del lavoro in cui appare fondamentale a livello settoriale l'occupazione offerta dal terziario (73,82%, dodicesimo maggior valore in Italia), la lotta alla disoccupazione nel 2003, sia pure in maniera meno fragorosa rispetto a quanto accade in altre province, anche a Catania ha fatto segnare un risultato positivo. Il tasso di disoccupazione è sceso rispetto al 2002 di oltre 1 punto percentuale passando dal 23,1% al 22% fino ad oggi. Un lieve progresso,questo, avvenuto nel breve periodo che attenua  ,in parte, i deludenti risultati conseguiti nel quinquennio conclusivo del XX secolo,  in cui Catania risultava aver subito un peggioramento nel livello di inoccupazione. Rilevante, in questo contesto, è la situazione della classe più "matura" (30-64 anni): la disoccupazione per questa fascia raggiunge il 15,6%, il quarto valore più elevato del Paese. Alla già difficile situazione occupazionale della provincia, concorre anche la componente "economia sommersa": il 35,9% degli occupati totali risultano essere  irregolari.

grafico 2Le condizioni economiche dei residenti non solo appaiono sensibilmente inferiori al livello medio italiano, ma risultano peggiori di molte altre realtà del Mezzogiorno. In termini di valori pro-capite, il reddito disponibile (poco oltre gli 10,5 mila euro) infatti, si attesta su livelli inferiori rispetto alla media isolana (10.621) e sconta un sensibile ritardo rispetto al contesto nazionale (oltre 15 mila euro - 94° valore).
Analogamente accade per il livello di consumi procapite (10.220 che superano i 9.954 euro precedenti ), inferiore sia al dato siciliano (oltre 10,5 mila euro) che a quello nazionale (13,7 mila euro - 89-esimo valore). Per quanto riguarda i consumi, inoltre, significativa è la componente rappresentata dalla spesa alimentare (21,8%), che posiziona Catania al 11° posto nella relativa graduatoria decrescente delle province. Il consumo pro-capite di carburante è al livello nazionale e consta di 0,29 tonnellate annue (0,23 Sicilia - 0,21 Mezzogiorno).
Prendendo in considerazione altri due indicatori che danno indicazioni sul tenore di vita dei catanesi, si può notare una situazione in lieve miglioramento. Il numero di auto circolanti rapportate alla popolazione residente è il più elevato dell'isola (603ogni 1.000 abitanti) ed è superiore al dato nazionale (581) mentre, il consumo di energia elettrica è pari a 1.130 KWh (51° valore italiano), di poco inferiore al valore medio italiano e regionale (circa 1.139 KWh).

SITUAZIONE INFRASTRUTTURALE

La situazione infrastrutturale della provincia di Catania presenta un indice generale di infrastrutture al servizio delle attività economiche superiore al dato medio nazionale. In tale contesto si registra, comunque, una carente condizione viaria e ferroviaria, mentre i porti e le relative infrastrutture sono molto superiori al dato nazionale. L'aeroporto sito nei pressi di Catania è il terzo in Italia per trasporto persone.

QUALITA' DELLA VITA

Le condizioni di vita nella provincia etnea appaiono insoddisfacenti, in tutti gli indicatori della qualità della vita presentati, Catania, infatti, si colloca tra le ultime province italiane nelle rispettive graduatorie. Il Sole 24 ore colloca la provincia al 99° posto , Legambiente al 102° posto in Italia, mentre, più "generosa" Italia Oggi che colloca Catania al 87°.

FONTE: Dati  Starnet - Unioncamere.
La provincia di Catania in sintesi.

http://www.provincia.ct.it